Nomenclatore tariffario

DM 27 agosto 1999 n° 332 (nomenclatore tariffario): Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nel SSN: modalità di erogazione e tariffe.

Pubblicato nella GU 27/09/99, n. 227.

 

ESTRATTO: DISABILI VISIVI

Il Ministero della Sanità …. ADOTTA il seguente regolamento

Art. 1

Prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e articolazione del nomenclatore

  1. Il presente regolamento individua le prestazioni di assistenza protesica che comportano l’erogazione dei dispositivi riportati negli elenchi 1, 2 e 3 del nomenclatore di cui all’allegato 1, erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale (Ssn) fino al 31 dicembre 2000 e ne definisce le modalità di erogazione. Entro la suddetta data il Ministro della sanità provvede a ridefinire la disciplina dell’assistenza protesica e le tariffe massime da corrispondere ai soggetti erogatori dei dispositivi di cui all’elenco 1 del nomenclatore.
  2. L’elenco n. 1 del nomenclatore contiene i dispositivi (protesi, ortesi e ausili tecnici) costruiti su misura e quelli di serie la cui applicazione richiede modifiche eseguite da un tecnico abilitato su prescrizione di un medico specialista ed un successivo collaudo da parte dello stesso. L’elenco n. 1 contiene, altresì, i dispositivi di fabbricazione continua o di serie finiti che, per essere consegnati ad un determinato paziente, necessitano di essere specificamente individuati e allestiti a misura da un tecnico abilitato, su prescrizione del medico specialista. I dispositivi contenuti nell’elenco n. 1 sono destinati esclusivamente al paziente cui sono prescritti. La loro applicazione e effettuata da un tecnico in possesso del titolo abilitante all’esercizio della specifica professione o arte sanitaria ausiliaria, ai sensi del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, dell’articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni e dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42.
  3. L’elenco n. 2 del nomenclatore contiene i dispositivi (ausili tecnici) di serie la cui applicazione o consegna non richiede l’intervento del tecnico abilitato.
  4. L’elenco n. 3 del nomenclatore contiene gli apparecchi acquistati direttamente dalle aziende unità sanitarie locali (Usl) ed assegnati in uso con le procedure indicate nell’articolo 4.
  5. Qualora l’assistito scelga un tipo o un modello di dispositivo non incluso nel nomenclatore allegato al presente regolamento, ma riconducibile, a giudizio dello specialista prescrittore, per omogeneità funzionale a quello prescritto ai sensi dell’articolo 4, comma 2, l’azienda Usl di competenza autorizza la fornitura e corrisponde al fornitore una remunerazione non superiore alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda per il dispositivo incluso nel nomenclatore e corrispondente a quello erogato.
  6. In casi particolari, per i soggetti affetti da gravissime disabilità, l’azienda Usl può autorizzare la fornitura di dispositivi non inclusi negli elenchi del nomenclatore allegato, sulla base dei criteri fissati dal Ministro della sanità, d’intesa con la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, relativi alle condizioni dei soggetti, alle modalità di prescrizione e di controllo e alla tipologia di dispositivi che possono essere autorizzati.

Art. 2

Aventi diritto alle prestazioni di assistenza protesica

  1. Hanno diritto all’erogazione dei dispositivi contenuti nel nomenclatore gli assistiti di seguito indicati, in connessione a loro menomazioni e disabilità invalidanti:
    a) gli invalidi civili, di guerra e per servizio, i privi della vista e i sordomuti indicati rispettivamente dagli articoli 6 e 7 della legge 2 aprile 1968, n. 482, nonché i minori di anni 18 che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di un’invalidità permanente;
    b) gli istanti in attesa di accertamento che si trovino nelle condizioni previste dall’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18;
    c) gli istanti in attesa di riconoscimento cui, in seguito all’accertamento sanitario effettuato dalla commissione medica dell’azienda Usl, sia stata riscontrata una menomazione che comporta una riduzione della capacità lavorativa superiore ad un terzo, risultante dai verbali di cui all’articolo 1, comma 7, della legge 15 ottobre 1990, n. 295;
    d) gli istanti in attesa di accertamento entero-urostomizzati, laringectomizzati, tracheotomizzati o amputati di arto, le donne che abbiano subito un intervento di mastectomia ed i soggetti che abbiano subito un intervento demolitore sull’occhio, previa presentazione di certificazione medica;
    e) i ricoverati in una struttura sanitaria accreditata, pubblica o privata, per i quali il medico responsabile dell’unità operativa certifichi la contestuale necessità e urgenza dell’applicazione di una protesi, di un’ortesi o di un ausilio prima della dimissione, per l’attivazione tempestiva o la conduzione del progetto riabilitativo, a fronte di una menomazione grave e permanente. Contestualmente alla fornitura della protesi o dell’ortesi deve essere avviata la procedura per il riconoscimento dell’invalidità.
  2. Agli invalidi del lavoro, i dispositivi dovuti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono erogati dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) con spesa a proprio carico, secondo le indicazioni e le modalità stabilite dall’istituto stesso.
  3. Sono fatti salvi i benefìci già previsti dalle norme in vigore in favore degli invalidi di guerra e categorie assimiliate.
  4. Per ciascuno dei propri assistiti che fruisca delle prestazioni di assistenza protesica, l’azienda Usl è tenuta ad aprire e a mantenere aggiornata una scheda/fascicolo, contenente la documentazione attestante la condizione di avente diritto, le prestazioni erogate e le relative motivazioni e la data delle forniture.

Art. 3

Fornitori dei dispositivi protesici

  1. Per l’erogazione dei dispositivi definiti “su misura” ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni e le aziende Usl si rivolgono ai soggetti iscritti presso il Ministero della sanità ai sensi dell’articolo 11, comma 7, del citato decreto legislativo n. 46 del 1997. A tal fine il contenuto della banca dati di cui al comma 7 dell’articolo 11 del medesimo decreto legislativo è messo a disposizione delle regioni.
  2. Per l’erogazione dei restanti dispositivi inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni e le aziende Usl si rivolgono ai soggetti autorizzati all’immissione in commercio, alla distribuzione o alla vendita ai sensi della normativa vigente, che dispongano del tecnico abilitato di cui all’articolo 1, comma 2, operante in nome e per conto del fornitore mediante un rapporto di dipendenza o professionale che ne assicuri la presenza per un orario tale da garantire la fornitura dei dispositivi entro i termini previsti dall’articolo 4, comma 7.
  3. In via transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 1999 le aziende Usl possono altresì rivolgersi ai soggetti già iscritti negli elenchi regionali di cui all’allegato A, paragrafo “Aziende abilitate alle forniture”, del decreto ministeriale, 28 dicembre 1992. Gli elenchi sono aggiornati tenendo conto delle modifiche apportate dal presente regolamento ai fini dei requisiti richiesti per le forniture.
  4. Per l’erogazione dei dispositivi inclusi negli elenchi 2 e 3 del nomenclatore di cui all’allegato 1, le regioni o le aziende Usl stipulano contratti con i fornitori aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto di cui all’articolo 8, comma 2.

Fino all’espletamento di tali procedure e comunque non oltre 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le regioni e le aziende Usl assicurano l’erogazione dei dispositivi secondo le modalità già in essere.

Art. 4

Modalità di erogazione

  1. L’erogazione a carico del Ssn delle prestazioni di assistenza protesica individuate nel presente regolamento è subordinata, salvo i casi eventualmente individuati dalle regioni, al preliminare svolgimento delle seguenti attività: prescrizione, autorizzazione, fornitura e collaudo.
  2. La prescrizione dei dispositivi protesici e redatta da un medico specialista del Ssn, dipendente o convenzionato, competente per tipologia di menomazione o disabilità, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2. comma 1, lettera e).
  3. La prescrizione costituisce parte integrante di un programma di prevenzione, cura e riabilitazione delle lesioni o loro esiti che, singolarmente, per concorso o coesistenza, determinano la menomazione o disabilità. A tal fine, la prima prescrizione di un dispositivo protesico deve comprendere:
    a) una diagnosi circostanziata, che scaturisca da una completa valutazione clinica e strumentale dell’assistito;
    b) l’indicazione del dispositivo protesico, ortesico o dell’ausilio prescritto, completa del codice identificativo riportato nel nomenclatore, e l’indicazione degli eventuali adattamenti necessari per la sua personalizzazione;
    c) un programma terapeutico di utilizzo del dispositivo comprendente: il significato terapeutico e riabilitativo; le modalità i limiti e la prevedibile durata di impiego del dispositivo; le possibili controindicazioni; le modalità di verifica del dispositivo in relazione all’andamento del programma terapeutico.
  4. La prescrizione è integrata da una esauriente informazione al paziente ed eventualmente a chi lo assiste, sulle caratteristiche funzionali e terapeutiche e sulle modalità di utilizzo del dispositivo stesso.
  5. L’autorizzazione alla fornitura del dispositivo protesico, dell’ortesi o dell’ausilio prescritto e rilasciata dall’azienda Usl di residenza dell’assistito previa verifica dello stato di avente diritto del richiedente, dellacorrispondenza tra la prescrizione medica ed i dispositivi codificati del nomenclatore, nonché, nel caso di forniture successive alla prima, del rispetto delle modalità e dei tempi di rinnovo. La azienda Usl si pronuncia sulla richiesta di autorizzazione tempestivamente e comunque; in caso di prima fornitura, entro venti giorni dalla richiesta. In caso di silenzio della Usl, trascorso tale termine, l’autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa. All’atto dell’autorizzazione, sulla prescrizione è riportato il corrispettivo riconosciuto dalla azienda Usl al fornitore a fronte dell’erogazione del dispositivo prescritto. In caso di autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda di residenza dell’assistito.
  6. Qualora i dispositivi protesici, ortesici e gli ausili siano prescritti, per motivi di necessità e urgenza, nel corso di ricovero presso strutture sanitarie accreditate, pubbliche o private, ubicate fuori del territorio dell’azienda Usl di residenza dell’assistito, la prescrizione è inoltrata dalla unità operativa di ricovero alla azienda Usl di residenza, che rilascia l’autorizzazione tempestivamente, anche a mezzo fax. Limitatamente ai dispositivi inclusi nell’elenco 1 del nomenclatore, in caso di silenzio della azienda Usl, trascorsi cinque giorni dal ricevimento della prescrizione, l’autorizzazione si intende concessa da parte della azienda Usl di residenza. In caso di autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa fissata dalla regione di residenza dell’assistito.
  7. La fornitura del dispositivo protesico prescritto avviene entro termini definiti nell’ambito delle procedure di cui agli articoli 8, comma 2, e 9 comma 1, e comunque non oltre i termini massimi, specifici per categoria di dispositivo, indicati nell’allegato 9 al presente regolamento, pena l’applicazione delle penalità contestualmente definite; per le forniture urgenti autorizzate in favore degli assistiti ricoverati, previste dall’articolo 2, comma 1, lettera e), i fornitori devono garantire tempi di consegna inferiori ai suddetti tempi massimi. La fornitura di protesi di arto provvisoria o temporanea di cui all’articolo 6, comma 1 non modifica il tempo massimo di rilascio della prima fornitura definitiva.
  8. Il fabbricante di dispositivi protesici e tenuto a corredare i prodotti delle istruzioni previste dalla normativa vigente. Il fornitore fornisce al paziente ed eventualmente a chi lo assiste, dettagliate istruzioni sulla manutenzione e sull’uso del dispositivo erogato, anche a mezzo di indicazioni scritte.
  9. Al momento della consegna del dispositivo protesico, l’assistito o chi ne esercita la tutela rilascia ai tornitore una dichiarazione di ricevuta da allegare alla fattura trasmessa alla azienda Usl ai fini del rimborso. Qualora il dispositivo venga spedito per corriere, per posta o per altro mezzo, il fornitore allega alla fattura copia del bollettino di spedizione o della lettera di vettura.
  10. Il collaudo accerta la congruenza clinica e la rispondenza del dispositivo ai termini dell’autorizzazione ed è effettuato, entro venti giorni dalla data di consegna, dallo specialista prescrittore o dalla sua unità operativa; a tal fine, entro il termine di tre giorni lavorativi, il fornitore comunica all’azienda Usl che ha rilasciato la prescrizione la data di consegna o di spedizione del dispositivo. L’azienda Usl invita, entro 15 giorni dall’avvenuta fornitura, l’assistito a presentarsi per il collaudo. Qualora l’assistito non si presenti alla data fissata per il collaudo senza giustificato motivo incorre nelle sanzioni fissate dalla regione. Qualora all’atto del collaudo il dispositivo non risulti rispondente alla prescrizione, il fornitore è tenuto ad apportare le opportune variazioni. Trascorsi venti giorni dalla consegna del dispositivo senza che il fornitore abbia ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’azienda Usl, il collaudo si intende effettuato ai fini della fatturazione e del pagamento. Il collaudo dei dispositivi erogati ad assistiti non deambulanti viene effettuato presso la struttura di ricovero o a domicilio. Sono esclusi dalla procedura di collaudo i dispositivi monouso, valendo ai medesimi fini le prescrizioni dei relativi capitolati.
  11. I fornitori sono tenuti a garantire la perfetta funzionalità dei dispositivi protesici per il periodo, successivo alla consegna, specificamente definito nell’ambito delle procedure di cui agli articoli B, comma 2, e 9, comma 1, e comunque non inferiore al termine di garanzia indicato nell’allegato 2 al presente regolamento.
  12. I dispositivi protesici di cui agli elenchi 1 e 2 del nomenclatore allegato si intendono ceduti in proprietà all’assistito, fatta salva la facoltà delle regioni di disciplinare modalità di cessione in comodato dei dispositivi per i quali sia possibile il riutilizzo, allo scopo di conseguire economie di gestione, prevedendo comunque l’obbligo dell’azienda cedente di garantire la perfetta funzionalità e sicurezza dei dispositivi e di fornire all’assistito le istruzioni previste dalla normativa vigente. I fornitori sono tenuti all’adempimento degli obblighi di cui al comma 11 anche nei confronti dei soggetti ai quali i dispositivi sono ceduti in proprietà.
  13. L’azienda USL proprietaria degli apparecchi di cui all’elenco 3 del nomenclatore è tenuta ad assicurarne la perfetta funzionalità e la sicurezza ed a fornire all’assistito le istruzioni previste dalla normativa vigente. I contratti stipulati con i fornitori dei suddetti apparecchi prevedono la manutenzione e la tempestiva riparazione per tutto il periodo di assegnazione in uso all’assistito.

Art. 5

Tempi minimi di rinnovo dell’erogazione

  1. La azienda Usl non autorizza la fornitura di nuovi dispositivi protesici definitivi in favore dei propri assistiti di età superiore ai 18 anni prima che sia trascorso il tempo minimo di rinnovo, specifico per tipo di dispositivo, riportato in fondo al presente articolo
  2. I tempi minimi di rinnovo possono essere abbreviati, sulla base di una dettagliata relazione del medico prescrittore, per particolari necessità terapeutiche o riabilitative o in caso di modifica dello stato psicofisico dell’assistito.
  3. In caso di smarrimento, di rottura accidentale, di particolare usura del dispositivo, di impossibilità tecnica della riparazione o di non convenienza della riparazione stessa ovvero di non perfetta funzionalità del presidio riparato, la azienda Usl può autorizzare, per una sola volta, la fornitura di un nuovo dispositivo protesico prima che siano decorsi i tempi minimi di cui al comma 1, sulla base di una dichiarazione sottoscritta dall’invalido o da chi ne esercita la tutela.
  4. Alla scadenza del tempo minimo di cui al comma 1, il rinnovo della fornitura è comunque subordinato alla verifica di idoneità e convenienza alla sostituzione o riparazione da parte del medico specialista prescrittore, ai sensi dell’ articolo 4.
  5. Per i dispositivi forniti agli assistiti di eta inferiore ai 18 anni non si applicano i tempi minimi di rinnovo; la azienda Usl autorizza le sostituzioni o modificazioni dei dispositivi protesici erogati, in base ai controlli clinici previsti e secondo il programma terapeutico.

TEMPI MINIMI DI RINNOVO (allegato 1)

Protesi oculari:
– in vetro 2 anni
– in resina 3 anni

Dispositivi ed ausili tecnici per non vedenti e ipovedenti:
– bastone bianco rigido o pieghevole 3 anni
– orologio da tasca o da polso, sveglia 6 anni
– termometro 4 anni

Altri ausili:
– ingranditori per PC e sistema ICR 6 anni
– periferiche input, output e accessori stampante braille-sintetizzatore vocale 6 anni
– macchina da scrivere sistema di elaborazione testi 6 anni
– lenti oftalmiche e a contatto 4 anni
– sistemi ottici ed ottico-elettronici ingrandenti 6 anni

Art. 6

Dispositivi protesici temporanei, provvisori e di riserva

  1. I dispositivi protesici sono consegnati agli assistiti nella loro configurazione definitiva. Fa eccezione la fornitura di:
    a) dispositivi protesici provvisori, necessari per affrontare i problemi riabilitativi nel periodo precedente la consegna delle protesi definitive e non utilizzabili, se non marginalmente, per la loro realizzazione;
    b) dispositivi protesici temporanei, utilizzabili significativamente per la realizzazione dei dispositivi definitivi.
  2. I dispositivi provvisori e temporanei sono prescrivibili esclusivamente in favore delle donne mastectomizzate, dei soggetti con enucleazione del bulbo oculare e dei soggetti con amputazione di arto; per tali ultimi soggetti, la fornitura del dispositivo provvisorio è alternativa a quella del dispositivo temporaneo.
  3. L’azienda Usl può autorizzare la fornitura di un dispositivo di riserva rispetto al primo dispositivo definitivo in favore dei soggetti con amputazione bilaterale di arto superiore o con amputazione monolaterale o bilaterale di arto inferiore. Nei confronti di altri soggetti con gravi difficoltà di deambulazione, cui non è riconosciuto il diritto alla fornitura di una protesi di riserva, l’azienda Usl è tenuta ad assicurare la tempestiva sostituzione dei dispositivi divenuti temporaneamente non utilizzabili, ai sensi dell’articolo 5.

Art. 7

Numerazione dei dispositivi protesici su misura

  1. I dispositivi su misura indicati nell’elenco 1 allegato al presente regolamento debbono riportare un numero di matricola da cui si rilevi anche il mese e l’anno dell’autorizzazione di cui all’art. 4, comma 5, che deve essere impresso in modo visibile ed indelebile in un punto non asportabile e non soggetto a logorio. In caso di sostituzione della parte su cui inizialmente è stato impresso, il numero di matricola deve essere reimpresso sulla parte sostituita.

Art. 8

Tariffe e prezzi di acquisto dei dispositivi protesici

  1. In sede di prima applicazione del presente regolamento, le regioni fissano il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel proprio territorio ai soggetti erogatori, entro un intervallo di variazione compreso tra il valore delle tariffe indicate dall’elenco 1 del nomenclatore allegato nel presente regolamento ed una riduzione di tale valore non superiore al venti per cento.
  2. I prezzi corrisposti dalle aziende Usl per i dispositivi protesici e gli apparecchi inclusi, rispettivamente, agli elenchi 2 e 3 del nomenclatore allegato, sono determinati mediante procedure pubbliche di acquisto espletate secondo la normativa vigente. Le regioni emanano direttive per lo svolgimento delle suddette procedure da parte delle aziende Usl, anche in forma associata, anche al fine di garantire la capillarità della distribuzione dei dispositivi protesici, il rispetto di standard di qualità e la disponibilità di una gamma di modelli idonea a soddisfare specifiche esigenze degli assistiti.
  3. Al fine di consentire l’acquisizione delle informazioni necessarie alla programmazione sanitaria nazionale ed al monitoraggio della spesa relativa all’assistenza protesica, le regioni e le province autonome provvedono ad inviare al Ministero della sanità i provvedimenti regionali e provinciali di determinazione delle tariffe e dei prezzi di acquisto dei dispositivi protesici di cui, rispettivamente, agli elenchi 1 e 2 e 3 del nomenclatore allegato.

Art. 9

Rapporti tra Regioni, aziende Usl e fornitori

  1. Nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, le regioni, anche in forma associata, e le aziende Usl, nel rispetto dei piani annuali preventivi individuati dalle regioni sentite le organizzazioni dei fornitori di assistenza protesica, contrattano con i fornitori dei dispositivi di cui all’elenco 1 del nomenclatore operanti sul proprio territorio le modalità e le condizioni delle forniture.
  2. Le modalità di fatturazione e pagamento dei dispositivi protesici di cui al presente regolamento sono stabilite dalle regioni nel rispetto della normativa vigente in materia di contabilità.

Art. 10

Modalità di controllo

  1. A ciascuno dei dispositivi inclusi nel nomenclatore allegato è attribuito lo specifico codice riportato negli elenchi allegati, che costituisce l’elemento identificativo del dispositivo nell’ambito degli scambi all’interno del Ssn e deve essere utilizzato per ogni finalità di carattere amministrativo ed informativo.
  2. Le regioni e le province autonome vigilano sulla corretta applicazione da parte delle aziende Usl del presente regolamento ed assicurano l’attivazione da parte di ciascuna azienda Usl di specifici sistemi di controllo, interno ed esterno.

Art. 11

Aggiornamento del nomenclatore

  1. Il nomenclatore è aggiornato periodicamente, con riferimento al periodo di validità del Piano sanitario nazionale e, comunque, con cadenza massima triennale, con la contestuale revisione della nomenclatura dei dispositivi erogabili.

Art. 12

  1. Il presente regolamento sostituisce il decreto ministeriale 28 dicembre 1992, pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 9 alla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 1993.

ELENCO 1

PROTESI OCULARI

…È il risultato di una complessa lavorazione che richiede rilevamenti cavitari e prove con modelli di adattamento al fine di ottenere la migliore somiglianza possibile con l’occhio superstite o con la protesi controlaterale.

Serie di due protesi in vetro per tutte le cavità anoftalmiche

26.11.003-06.30.21.003 L. 400.000

Serie di due protesi a guscio in vetro per ricoprimento di bulbi subatrofici o per cavità anoftalmiche insufficienti
26.15.007-06.30.21.009 L. 560.000

Serie di due protesi in vetro mobili per interventi speciali, peduncolate o per endoprotesi

26.15.009-06.30.21.015 L. 580.000

Una protesi in resina

26.13.0050-6.30.21.021 L. 1.000.000

Protesi a guscio in resina da calco/rilievo oculare per odontocheratoprotesi

06.30.21.024 L. 1.500.000

Una protesi in resina a guscio per ricoprimento di bulbo subatrofico e/o per cavità insufficienti

26.15.011-06.30.21.027 L. 1.500.000

Una protesi mobile in resina per interventi speciali, peduncolata o per endoprotesi

26.15.0130-6.30.21.030 L. 1.500.000

Una lente sclerale cosmetica da calco/rilievo oculare per cornee leucomatizzate per occhio deviato o strabico
06.30.21.036 L. 1.500.000

Una lente sclerale cosmetica da calco/rilievo oculare con potere diottrico incorporato

06.30.21.039 L. 1.500.000

AGGIUNTIVI:

Impostazione cavitaria (in caso di prima fornitura o di modifica della precedente per la serie di protesi in vetro e per protesi in resina). Importo forfettario da corrispondere per una volta per ciascuna fornitura 26.85.001-06.30.21.042 L. 280.000

Protesi oculari (non personalizzate) provvisorie:

Una protesi provvisoria in vetro

26.17.001-06.30.21.045 L. 120.000

Una protesi provvisoria in resina

26.17.003-06.30.21.048 L. 250.000

Montatura per lenti infrangibili a protezione e difesa dell’occhio controlaterale superstite e/o con appoggio per ptosi

21.03.06.003 L. 68.000

Lente oftalmica prismatica per l’innalzamento o abbassamento dell’occhio con protesi per completare l’estetica del paziente e fornire simultaneamente protezione a difesa dell’occhio controlaterale sano e integro

21.03.06.180 L. 36.000

N.B.:

  1. La serie di protesi in vetro su misura è idonea per tutte le cavità anoftalmiche
    2. Le protesi in vetro e resina personalizzate su misura si riferiscono a tutte le cavità anoftalmiche.
    3. Le protesi in resina sono idonee per tutte le cavità anoftalmiche tranne che nei pazienti che presentano allergie ai materiali plastici.
  2. Le protesi a guscio in vetro per ricoprimento del bulbo sono indicate ove sia presente un bulbo oculare anche se subatrofico.
  3. Le protesi a guscio in resina per ricoprimento del bulbo sono indicate ove sia presente un bulbo oculare anche se subatrofico tranne nei pazienti che presentano allergie ai materiali plastici.
    6. Le protesi peduncolate mobili in vetro per interventi speciali sono indicate negli operati di eviscerazione plastica o interventi similari per protesi mobili e nei casi in cui è presente un’allergia ai materiali plastici.
    7. Le protesi mobili in resina per interventi speciali sono indicate negli operati di eviscerazione plastica o interventi similari per protesi mobili.

DISPOSITIVI OTTICI CORRETTIVI

L’individuazione, l’applicazione, l’adattamento alle esigenze soggettive dell’assistito e la fornitura di questi dispositivi è fatta dall’ottico abilitato. I dispositivi di seguito elencati possono essere concessi agli ipovedenti, ossia a coloro che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione nonché ai minori di anni 18 affetti da ambliopia.

Lenti oftalmiche per vicino e per lontano

Lente in vetro crown:

da 0 a +/-4 sferica diametro 65
29.02.003-21.03.03.003 L. 25.000
da 0 a +/-4 torica fino a 2 diametro 65
29.02.011-21.03.03.006 L. 35.000

Lente in vetro al titanio o indice > 1,6:
da -2 a -8 sferica diametro 65
29.02.017-21.03.03.009 L. 60.000
da – 8.25 a -10 sferica diametro 65
29.02.021-21.03.03.012 L. 65.000
da -10.25 a -20 sferica diametro 60
29.02.025-21.03.03.015 L. 80.000
da 20.25 a -23,00 sferica diametro 60
29.02.027-21.03.03.018 L. 90.000
oltre le 23 diottrie, per ogni diottria
29.02.028-21.03.03.021 L. 9.000
da +4 a +6 sferica diametro 60
29.02.033-21.03.03.024 L. 60.000
da +4 a +6 sferica diametro 65
29.02.035-21.03.03.027 L. 60.000
da +6.25 a +8 sferica diametro 60
29.02.033-21.03.03.030 L. 70.000
da +6.25 a +8 sferica diametro 65
29.02.035-21.03.03.033 L. 70.000
da +8.25 a +10 sferica diametro 60
29.02.037-21.03.03.036 L. 80.000

Lente in plastica termoindurente:
da 0 a +/-6 sferica diametro 60
29.02.205-21.03.03.039 L. 38.000
da 0 a +/-6 sferica diametro 65
29.02.207-21.03.03.042 L. 43.000
da +/- 6.25 a +/-8 sferica diametro 60
29.02.205-21.03.03.045 L. 45.000
da +/-6.25 a +/-8 sferica diametro 65
29.02.207-21.03.03.048 L. 54.000
da +/-8.25 a +/-12 sferica diametro 60
29.02.209-21.03.03.051 L. 74.000
sfera da 0 a +/-6 torica fino a 2 diametro60
29.02.217-21.03.03.054 L. 45.000
sfera da 0 a +/-6 torica fino a 2 diametro 65
29.02.219-21.03.03.057 L. 50.000
sfera da +/-6.25 a +/-8 cilindro fino a 2 torica diam. 60
29.02.221-21.03.03.060 L. 55.000
sfera da +/-6 25 a +/-8 cilindro fino a 2 torica diam. 65
29.02.223-21.03.03.063 L. 75.000
sfera da +/-8.25 a +/-10 cilindro fino a 2 torica diam. 60
29.02.225-21.03.03.066 L. 80.000
sfera da -10.25 a -12 cilindro fino a 2 torica diam. 60
29.02.227-21.03.03.069 L. 90.000
sfera da 0 a +/-4 cilindro fino a 4 torica diam. 60
29.02.229-21.03.03.072 L. 35.000
sfera da 0 a +/-4 cilindro fino a 4 torica diam. 65
29.02.231-21.03.03.075 L. 45.000
sfera da +/-4.25 a +/-6 cilindro fino a 4 torica diam. 60
29.02.233-21.03.03.078 L. 50.000
sfera da +/-4.25 a +/-6 cilindro fino a 4 torica diam. 65
29.02.235-21.03.03.081 L. 85.000
sfera da +/-6.25 a +/-8 cilindro fino a 4 torica diam. 60
29.02.237-21.03.03.084 L. 90.000
sfera da +/-8.25 a +/-10 cilindro fino a 4 torica diam. 60
29.02.239-21.03.03.087 L. 95.000
sfera da -/0.25 a -12 cilindro fino a 4 torica diam. 60
29.02.241-21.03.03.090 L. 100.000
sfera da 0 a +/-6 cilindro fino a 6 torica diam. 60
29.02.243-21.03.03.093 L. 65.000
sfera da 0 a +/-6 cilindro fino a 6 torica diam. 65
29.02.245-21.03.03.096 L. 70.000

Lente per afachia o ingrandente in plastica per ipovedenti

Asferica lenticolare:
sfera fino a +16
29.02.247-21.03.03.099 L. 120.000
sfera fino a +20
29.02.249-21.03.03.102 L. 125.000
sfera fino a +16 cilindro +2
29.02.251-21.03.03.105 L. 130.000
sfera fino a +20 cilindro +2
29.02.253-21.03.03.108 L. 140.000
sfera fino a +16 cilindro +4
29.02.255-21.03.03.111 L. 140.000
sfera fino a +20 cilindro +4
29.02.257-21.03.03.114 L. 145.000

Asferica campo totale:
sfera fino a +16
29.02.261-21.03.03.117 L. 150.000
sfera fino a +16 cilindro a +2
29.02.265-21.03.03.120 L. 165.000
sfera fino a +16 cilindro a +4
29.02.269-21.03.03.123 L. 170.000
oltre +16 per ogni diottria
21.03.03.126 L. 20.000

Lente in plastica occlusoria, asferica lenticolare o a rampo totale per appaiamento peso
(29.03.001)-21.03.03.129 L. 40.000

Lente con superficie indurita in policarbonato o plastica indice > 1,55:
da 0 a +/-4.00 sferica diametro 65
21.03.03.132 L. 112.000
da +/-4.25 a +/-8.00 sferica diametro 65
21.03.03.135 L. 124.000
da 0 a +/-2.00 sferica cilindro fino a 2 diam. 65
21.03.03.138 L. 120.000
da +/-2.25 a +/-4.00 sferica cilindro fino a 2 diam. 65
21.03.03.141 L. 128.000
da +/-4.25 a +/-8.00 sferica cilindro fino a 2 diam. 65
21.03.03.144 L. 135.000

Lente bifocale ingrandente per soggetti ambliopi e/o ipovedenti

Lente bifocale:
in vetro minerale da 1,5 a 4
29.02.301-21.03.03.147 L. 320.000
in plastica da 1,5 a 6
29.02.305-21.03.03.150 L. 330.000

per appaiamento peso in vetro minerale
29.02.303-21.03.03.153 L. 115.000
per appaiamento peso in plastica
29.02.307-21.03.03.156 L. 120.000

Addizionali per tutte le lenti:
Per l’eventuale correzione cilindrica compresa ove non tariffata:
tra 0,25 e 2
29.85.001-21.03.03.159 L. 13.000
tra 2,25 e 4
29.05.003-21.03.03.162 L. 31.000
tra 4,25 e 6
29.05.005-21.03.03.165 L. 36.000
tra 6,25 e 8
29.05.00721.03.03 168 L. 38.000

per tutte le lenti oftalmiche, per eventuale correzione prismatica:
fino a 5.50 diottrie prismatiche in vetro crown
21.03.03.171 L. 32.000
fino a 10.50 diottrie prismatiche in vetro crown
21.03.03.174 L. 36.000
fino a 5.50 driottrie prismatiche in plastica
21.03.03.177 L. 32.000
fino a 10.50 diottrie prismatiche in plastica
21.03.03.180 L. 36.000

Altro

Montatura tipo per le sole lenti oftalmiche
29.85.015-21.03.06.003 L. 80.000

Individuazione e applicazione personalizzata di una lente

29.85.017-21.03.03.1831 L. 5.000

Filtro prismatico press-on in plastica da: 0,5-1-1,5-2-3-4-5-6.7-8-10-12-15-20-25-30/cad
21.03.03.186 L. 48.000
Filtro di Bangerter per occlusione parziale o totale (da 0.1-0.2-0.4-0.6-0.8) 1/cad.
21.03.36.003 L. 7.200
Filtro in plastica bloccante radiazioni nocive in retinopatie in afachia e per stimolazione maculare/cad.
21.03.36.006 L. 120.000

Aggiuntivo o clip-on di sostegno per filtri bloccanti UV e raggi blu 21.03.06.006 L. 20.000

Trattamento indurente per lenti in materiale plastico termoindurente (organico)
21.03.03.1891 L. 5.000

Colorazione o smerigliatura/cad.
29.85.019-21.03.03.192 L. 9.000

Trattamento antiriflesso multistrato/cad.
29.85.021-21.03.03.195 L. 30.000

Lente a contatto

Concedibile esclusivamente quando la correzione non è migliorabile o ottenibile con lente oftalmica e/o in presenza di anisometropia elevata. La tariffa di riferimento si intende comprensiva della prestazione relativa alla individuazione, prova e personalizzazione, quantificata in L 30.000 per ogni lente a contatto fornita.

Rigida sferica
ISO 8320 2.43 29.02.101-21.03.09.003 L. 200.000

Rigida sferica con flange toriche codice specifico
ISO 8320 2.54 21.03.09.006 L. 225.000

Rigida torica (interna o esterna)
ISO 8320 2.53 21.03.09.009 L. 225.000

Rigida bitorica
ISO 8320 2.8 21.03.09.012 L. 250.000

Gas-permeabile sferica
ISO 8320 2.44 29.02.105-21.03.09.015 L. 260.000

Gas-permeabile sferica a flange toriche
ISO 8320 2.44 e ISO 8320 2.54 21.03.09.018 L. 280.000

Gas-permeabile torica (interna o esterna)
ISO 8320 2.44 e ISO 8320 2.53 21.03.09.021 L. 300.000

Lente a contatto gas-permeabile (rossa) (per stimolazione maculare e retinopatia a forte assorbenza delle radiazioni blu e UV nocive)
EN ISO 8321-1:1996 21.03.09.024 L. 250.000

Lente a contatto gas-permeabile per afachia (a forte assorbenza di radiazioni blu e UV nocive)
EN ISO 8321-2:1996 21.03.09.027 L. 255.000

Idrofila sferica
ISO 8320 2.27 29.02.103-21.03.09.030 L. 200.000

Idrofila torica
ISO 8320 2.27 e ISO 8320 2.5321.03.09.033 L. 250.000

Lente idrofila cosmetica (solo per leucomi corneali, deturpazioni corneali, iridectomie, aniridie)
ISO 8320 4.3221.03.09.036 L. 300.000

Lente idrofila cosmetica (con potere driottrico incorporato per iridectomie totali o parziali, aniridia, albinismo, deturpazioni corneali)
ISO 8320 4.321.03.09.039 L. 350.000

Lente idrofila anti UV
21.03.09.042 L. 200.000

Lente al silicone (solo per afachia da cataratta congenita o traumatica) mono o bilaterale
29.02.107-21.03.09.045 L. 270.000

Lente terapeutica neutra
ISO 8320 2.51 21.03.09.048 L. 56.000

Lente protettiva
ISO 8320 2.5 21.03.09.051 L. 70.000

Lente composita (lente a contatto formata da due o tre materiali uniti tra loro. Es.: gas-permeabile al centro e idrofila in periferia)
ISO 8320 2.12 21.03.09.054 L. 315.000

Lente sclero-corneale da calco-rilievo oculare (solo per cheratocono, cheratoglobo, astigmatismo oltre le 8.00 diottrie corneali, iridectomie parziali o totali, ristagno, pupilla decentrata, non reagente alla luce, miopie elevate oltre le 25.00 D, cicatrici corneali, cheratiti bollose ed erpetiche, ecc.)
ISO 8320 7.3 21.03.09.057 L. 1.500.000

Lente sclero-corneale preformata gas-permeabile (lente sclerale non da calco/rilievo oculare la cui parte posteriore è di forma predeterminata)
ISO 8320 7.621.03.09.060 L. 1.500.000

Lente sclero-corneale cosmetica (da calco/rilievo oculare con potere diottrico incorporato)
ISO 8320 4.3321.03.09.063 L. 1.500.000

Costi addizionali per lavorazioni per singola lente:

Foro/i di ventilazione
ISO 8320 2.2.121.03.09.066 L. 35.000

Prisma di bilanciamento
ISO 8320 2.3.721.03.09.069 L. 35.000

Canalizzazione solo per lenti sclerali
ISO 8320 2.1.221.03.09.072 L. 70.000

Sterilizzazione e rigenerazione lente Idrofila
ISO 832021.03.09.075 L. 21.000

Formazione di nuova curva di transizione
ISO 8320 2.1.021.03.09.078 L. 21.000

Cannocchiali da occhiali per visione lontana/vicina

Sistemi Telescopici Galileiani e Kepleriani(completi di supporto telescopico, eventuale correzione ottica, se interna, occlusoria e astuccio):

Monoculare lontano galileiano
29.05.001-21.03.21.003 L. 540.000

Monoculare vicino galileiano
29.05.001-21.03.24.003 L. 540.000

Binoculare lontano galileiano
29.05.003-21.03.21.006 L. 800.000

Binoculare vicino galileiano
29.05.003-21.03.24.006 L. 800.000

Monoculare lontano kepleriano
21.03.21.009 L. 600.000

Monoculare vicino kepleriano
21.03.24.009 L. 650.000

Binoculare lontano kepleriano
21.03.21.012 L. 850.000

Binoculare vicino kepleriano
21.03.24.012 L. 850.000

Monoculare Autoilluminante Galileiano
29.05.005-21.03.21.015 L. 700.000

N.B: i sistemi telescopici di cui ai codici 21.03.21.003 – 21.03.24.003 – 21.03.21.006 e 21.03.24.006 sono alternativi, rispettivamente, ai sistemi telescopici di cui ai codici 21.03.21.009 – 21.03.24.009 – 21.03.21.012 e 21.03.24.012.

Lenti a doppietto acromatico ingrandenti
21.03.30.00 L. 370.000

Leggio scorrevole orizzontalmente con piano bloccabile ed inclinabile
21.27.06.0031 L. 50.000

Occhiali prismatici che non correggono la vista ma regolano l’angolazione del campo visivo per una visione supina. Es. leggere o guardare la TV
21.03.33.003 L. 120.000

TERMOMETRI E OROLOGI

Ausili prescrivibili a soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con correzione.

Orologio da polso tattile con funzionamento al quarzo

201.01.0309.51.03.003

Orologio da tasca tattile con funzionamento al quarzo

201.01.0709.51.06.003

Sveglia tattile

201.01.01109.51.09.003

Termometro sonoro

201.01.01709.48.03.003

AUSILI PER LA DEAMBULAZIONE

Ausili prescrivibili a soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con correzione

Bastone bianco rigido

UNI EN ISO 11334 – 1201.01.0 112.03.03.003

Bastone bianco pieghevole in metallo

UNI EN ISO 11334 – 112.03.03.006

AUSILI OTTICI ELETTRONICI

Ausili prescrivibili a soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con correzione.

Ingranditore per personal computer Software di ingrandimento del testo delle immagini dello schermo di un personal computer da 8 a 16 volte
201.21.0121.06.03.009

Sistema I.C.R. Sistema di riconoscimento e lettura testi a stampa a mezzo scanner completo di software applicativo per personal computer
201.31.0121.06.06.003

Video-ingranditore ottico elettronico Concedibile, in alternativa alla fornitura del sistema telescopico galileiano o kepleriano, agli ipovedenti che non possono avvalersi della prescrizione di lenti oftalmiche o a contatto per la lettura di caratteri a stampa di uso corrente. Video ingranditore ottico elettronico BN da tavolo a circuito chiuso completo di telecamera CCD, monitor di almeno 12 pollici piano lettura-scrittura a x-y, capacità ingrandente da 3 a 40 variabile in continuo, illuminazione diretta, inversione immagine positiva negativa, (da collaudare a casa)
29.05.021-21.06.03.003

Videoingranditore portatile con telecamera a mano e monitor portatile
21.06.03.006

N.B.: il video ingranditore di cui al cod. 21.06.03.003 è alternativo a quello di cui al cod. 21.06.03.006.

PERIFERICHE INPUT E OUTPUT E ACCESSORI

Ausili prescrivibili a soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residio visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con correzione. Stampante Braille Collegata ad un PC, stampa in caratteri braille a facciata singola i dati inviati attraverso la porta parallela o seriale, velocità di stampa 20 caratteri al secondo

21.09.09.003

Sintetizzatore vocale Apparecchiatura collegabile al P.C. capace di riprodurre almeno parole in lingua italiana a vocabolario illimitato e in grado di leggere in voce il contenuto dello schermo in modalità testo.

201.11.0121.09.15.003

MACCHINE DA SCRIVERE E SISTEMI DI ELABORAZIONE TESTI

Ausili prescrivibili a soggetti affetti da cecità assoluta o che abbiano un residio visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi con correzione:

Tavoletta per scrittura braille, in metallo con punteruolo:

formato tascabile

201.01.2121.15.12.003
formato medio con almeno 22 righe di caselle standard

201.01.2321.15.12.006

Display braille (collaudabile a domicilio) Apparecchiatura dotata di un minimo di 20 caratteri braille piezoelettrici a 8 punti, collegabile al personal computer e capace di riprodurre in braille il contenuto dello schermo in modalità di testo

a 20 caratteri braille

201.11.0521.15.15.003
a 40 caratteri braille

201.11.0721.15.15.006

Macchina dattilobraille per pagine con formato non inferiore a cm 22×35

201.01.3121.15.06.003

N.B.: gli ausili tecnici di cui ai codici 201.11.01/.05/.07 e 201.21.01 sono alternativi tra loro al fine di consentire agli aventi diritto completa autonomia nell’uso di computer quale quotidiano strumento di lavoro, di studio o di emancipazione culturale.

 

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