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PROFILO PROFESSIONALE DELL’ORTOTTISTA ASSISTENTE IN OFTALMOLOGIA
DL 14 settembre 1994, n. 743
Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’ortottista assistente in oftalmologia

Art. 1 1. E’ individuata la figura professionale dell’ortottista-assistente in oftalmologia, con il seguente profilo: l’ortottista-assistente in oftalmologia è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica

2. L’ortottista-assistente in oftalmologia è responsabile dell’organizzazione, pianificazione e qualità degli atti professionali svolti nell’ambito delle proprie mansioni.

3. L’ortottista-assistente in oftalmologia svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Art. 2 1. Il diploma universitario di ortottista-assistente in oftalmologia, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del DL 30/12/1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione.

Art. 3 1. Con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al D.U. di cui all’art. 2 ai fini dell’esercizio della relativa attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici.

 

Gli ambiti di competenza dell’Ortottista sono:

  • prevenzione, valutazione e riabilitazione visiva dei disturbi che impediscono una “visione binoculare”;
  • valutazione e riabilitazione dello strabismo, a qualsiasi età, e dell’ambliopia (occhio pigro).
  • esecuzione di esami di oculistica quali campo visivo, esami elettrofunzionali (ERG, PEV, EOG, ecc.), test per valutare la sensibilità al contrasto e la percezione dei colori, rifrazione, angiografia retinica, biometria, topografia corneale, adattometria, aberrometria, contattologia, ecc.;
  • prevenzione, valutazione e riabilitazione delle disabilità visive (ipovisione);
  • strumentazione nelle sale operatorie oftalmologiche;
  • formazione di base e continua per gli Ortottisti;
  • organizzazione e pianificazione degli atti e della qualità del lavoro svolto nell’ambito della propria professione;
  • attività di ricerca;
  • consulenza per Aziende, Industrie, Associazioni, Società sportive ecc. in tema di qualità della visione.

 

FORMAZIONE DI BASE

Il corso di laurea è a numero chiuso (in base al fabbisogno annuale concertato fra Ministero della salute, MIUR, Regioni, Associazioni di ospedalità privata e gli Ordini professionali; fino al 2019 è stata una competenza di AIOrAO).
Vi si accede con un diploma di istruzione secondaria superiore e dopo il superamento della selezione che oggi è comune ai corsi di laurea di 22 professioni sanitarie.

 

LAVORO

L’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nell’Università e in altri Enti del Pubblico impiego avviene tramite concorso o pubblica selezione (le norme di reclutamento fanno capo al D.lgs 165/01).

La professione sanitaria di ortottista è prevista anche nelle strutture private e negli studi professionali; può esercitare anche la libera professione.

 

A.I.Or.A.O., è stata l’unica associazione riconosciuta come rappresentativa degli Ortottisti; oggi è società scientifica in attuazione dell’articolo 5 della Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Legge Gelli) e del Decreto ministeriale 2 agosto 2017 (vedi elenco) e provider nazionale ECM standard (vedi albo Age.na.s.). E’ presente su tutto il territorio nazionale con i suoi rappresentanti, promuove iniziative per la valorizzazione della professione stessa, ed è a disposizione di Istituzioni e Privati affinché questo patrimonio culturale e professionale non venga disperso ma adeguatamente sfruttato per il benessere dell’intera comunità.

 

INFINE…

La salute è un diritto innegabile dei nostri occhi. Questo è oltremodo vero quando è presente una familiarità per difetti di vista (miopia, astigmatismo, ipermetropia), ambliopia (più conosciuto come occhio pigro), strabismo o patologie oculari. E’ da ricordare che molte patologie sistemiche (diabete, ipertensione, artrite reumatoide ecc) o traumatiche possono provocare alterazioni anche a livello oculare.

 

La vista è importante, dalla vista otteniamo l’80% delle informazioni: ridurle o perderle per cattiva informazione, scarsa formazione o assistenza inadeguata è oggi inaccettabile. Soprattutto oggi che viviamo in una “società delle immagini”.

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